12 Cose sulla tua MENTE che ti lasceranno a bocca aperta!

Federica Ongis
6 min readMar 27, 2021

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Nell’episodio di oggi voglio raccontarvi di alcuni risultati scientifici e ricerche che mettono in evidenza fatti curiosi su come funziona la nostra mente e il nostro cervello lasciandoci — in un certo senso — di stucco.

(1) Fa più male un pugno in faccia, cattiva notizia o una cattiveria detta? E’ la stessa cosa! Almeno per il nostro cervello, per il quale tra dolore fisico e “dolore psicologico” — se possiamo chiamarlo così — non c’è differenza. In entrambi i casi, la risposta cerebrale è la stessa. Questo perché l’esperienza del dolore è sempre soggettiva, ciò significa che dipende moltissimo da come il nostro cervello interpreta l’input “doloroso”.

(2) Quale è il tuo primo ricordo? Le neuroscienze ci dicono che la nostra memoria funziona diversamente da quel crediamo. Quando pensiamo ai nostri ricordi, a dire il vero, pensiamo all’ultima volta che ci siamo ricordati di quella particolare situazione. Questo accade perché, ogni volta che formuliamo un ricordo, il nostro cervello ne modifica il contenuto dando vita a qualcosa di nuovo. Ciò spiega anche perché quelli che sembrano essere “i nostri primi ricordi”, in realtà, sono falsi.

(3) Desideri pensare più razionalmente? Ti senti, spesso, in preda alle emozioni? Pensa in una lingua straniera! Quando utilizziamo una lingua diversa dalla nostra lingua madre, impieghiamo la nostra corteccia prefrontale, la sede del nostro cervello — che più di ogni altra — è adibita al pensiero razionale, logico e matematico. Per questo pensare in un’altra lingua può aiutarci a formulare i nostri concetti in modo più preciso, oltre che favorire la nostra capacità di memorizzarli. Questo non succede quando pensiamo nella nostra lingua madre perché essa è ormai parte del cosiddetto “cervello automatico”.

(4) Ti piace la musica? A chi non piace?! Devi sapere che la musica ha un potere magico: cambia il nostro modo di percepire il mondo attorno a noi. Nel 2011 un team di ricercatori ha mostrato che la musica può indirizzare il nostro grado di percezione in modo incisivo. Ascoltare canzoni allegre ci rende “più incapaci” di riconoscere la tristezza o la preoccupazione altrui, viceversa, melodie più tristi fan si che sia più faticoso per noi rintracciare la felicità! Questo tradotto potrebbe significare che la musica può esserci di supporto nel creare empatia con il prossimo. Sempre per restare in tema di musica. Cantare riduce l’ansia. Il canto aumenta i livelli di endorfine e di ossitocina prodotti dal nostro cervello. Per converso, i livelli di cortisolo, il cosiddetto “ormone dello stress”, diminuiscono, il che ci fa sentire più tranquilli. Quanto grande è il potere della musica!!!

(5) Le persone intelligenti, raramente sanno di esserlo. Ma è vero anche il contrario e cioè che le persone ‘meno intelligenti’ pensano di essere sempre sul pezzo; tendono a sovrastimare le proprie capacità molto più di quanto non faccia chi le possiede realmente. Nel 1999 due psicologi, David Dunning e Justin Kruger (Cornell University), mostrarono che esiste un’incapacità meta-cognitiva da parte di chi è “meno esperto” nel riconoscere i propri limiti. Fu chiamato: “l’Effetto Dunning-Kruger”. Si tratta di una distorsione cognitiva che, appunto, induce gli incompetenti a mostrarsi supponenti. Invece, i più esperti, sono portati a mostrarsi più umili perché, conoscendo la materia, sanno che c’è ancora molto da scoprire. Questo, talvolta, li induce a mostrare meno fiducia in se stessi.

(6) Esistono persone che “hanno il gene della negatività”. Secondo uno studio condotto dall’Università della British Columbia alcune persone sono più predisposte di altre a pensar male e a preoccuparsi. A fronte di questa osservazione, i ricercatori, hanno approfondito la loro ipotesi, scoprendo che questa attitudine “negativa” la si deve ad una configurazione genetica. Il gene in questione è una variante del gene ADRA2B, che influenza l’ormone e neurotrasmettitore noradrenalina che ha un ruolo nella formazione della memoria emozionale. Questo studio ci dice che chi ha questa variante dell’ADRA2B è più suscettibile a percepire la “negatività” nell’ambiente circostante. Per questo motivo non è del tutto scorretto dire di un pessimista: “è fatto così!”.

(7) Il sarcasmo migliora la salute del corpo. Le persone sarcastiche tendono ad essere più veloci, più creative e ad avere un cervello più “dinamico”. Il sarcasmo è un’abilità che, se coltivata, migliora la nostra capacità di cogliere concetti astratti, di risolvere i problemi ma, soprattutto, ha delle conseguenze positive sulla nostra salute. E chi lo avrebbe detto che essere ironici e pungenti potesse avere effetti positivi sulla salute ?

(8) Sei dipendente dai social? Benvenuto nel magico mondo della dopamina! Ogni volta che mandi un messaggio, fai “scrolling” sulla home di Instagram, Facebook, TikTok o qualsiasi altro social network, il tuo cervello si fa una dose di dopamina della quale, con il tempo — nemmeno troppo tempo — diventa dipendente. Ecco perché “metter giù il telefono” diventa un’impresa, specie se abbiamo questa abitudine fin da piccoli.

(9) Più dormi e più dormiresti! E’ un detto comune che serve a dirci che dopo aver dormito tante ore è “normale” sentirsi più stanchi. Come è possibile? Dormire troppo ha lo stesso effetto che dormire troppo poco. Dormire è come fare una capriola in aria, se carichi troppo poco ti schianti, se carichi troppo fai più di un giro e ti schianti comune. Dormire troppo ci fa sentire “come ubriachi”. Serve il giusto! Il nostro corpo è fatto per essere “attivo” alla luce perciò, quando la sveglia suona è ora di alzarsi!

(10) Che cosa fa, secondo te, un volto bello? C’è chi dice gli occhi, chi le labbra e chi il naso. In realtà, la bellezza sta nella simmetria. Diversi studi hanno mostrato che tendiamo a giudicare un viso come “più bello” se è più simmetrico. Questo perché il nostro cervello, per quanto matto può essere, adora l’ordine e la simmetria, dunque, appena la riconosce se ne innamora.

(11) In compagnia siamo più belli! Lo chiamano “effetto cheerleader” è il fenomeno per cui nelle foto di gruppo si sembra sempre più belli che in quelle in cui siamo ritratti da soli. L’hanno chiamato così Drew Walker ed Edward Vul, due psicologi dell’Università della California, proprio perché succede anche a noi la stessa cosa che succede alle ragazze pon-pon e cioè, quando siamo fotografati in gruppo sembriamo tutti/e bellissimi! Si potrebbe pensare che ciò dipenda dal fatto che in compagnia si appare più socievoli, solari e che questo ci faccia sembrare più gradevoli dal punto di vista fisico. In realtà, è più un fattore “ottico”, un’illusione ottica: il nostro sistema visivo elabora la percezione d’insieme, data dalla media delle caratteristiche delle singole facce, e visto che ogni faccia rientra nella media della foto ottiene un giudizio più positivo di quando è rappresentata da sola.

(12) Fare una cosa più volte, modifica il nostro cervello. Si chiama neuro-plasticità ed è la capacità che ha il nostro cervello di modificarsi anche dal punto di vista strutturale quando è sollecitato più e più volte nello stesso modo. Per questo, i neuroscienziati confermano l’importanza della ripetizione, della pratica e della costanza: eseguire un esercizio ogni giorno stimola risposte positive dal nostro cervello, il che implica che possiamo adottare nuove modalità di comportamento e di attitudini mentali che prima non ci appartenevano. Come un muscolo, il nostro cervello, più si allena e più diventa forte e resistente.

E’ sempre divertente avventurarsi nelle curiosità della nostra mente. Non credi? Ne conosci altre?!

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Federica Ongis
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Written by Federica Ongis

HR Training Specialist & Development — Podcaster of “Seven O’clock” Podcast — Woman-philosopher. Passionate about behavioural sciences and neuroscience.

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