Accetti la sfida? Trick mentali per portare a termine compiti sfidanti

Federica Ongis
4 min readMay 15, 2021

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Se anche tu, come me ami l’adrenalina, saprai benissimo che ogni forma di esperienza elettrizzante è un piacere e non c’è di certo bisogno di qualcuno che ci convinca a lanciarci da un elicottero con il paracadute, a provare il bungee-jumping, a tuffarci da un’alta scogliera. Non tutti, però, adorano questo tipo di cose. C’è chi, addirittura — diremmo noi — dev’essere convinto a salire sulle montagne russe. Eppure, questo genere di attività rappresentano per molte persone un “compito” — se così possiamo chiamarlo — sfidante e intimidente, per non dire “terrorizzante”. Andando oltre a questo genere di attività, ognuno di noi, nella vita è chiamato ad abbracciare, prima o poi, compiti di questo tipo. Come convincerci a scendere in pista? Come creare le condizioni affinché la sfida risulti più accettabile?

Trick mentali

Qualche anno fa a Gardaland provai a convincere un’amica a salire su Oblivion, la cui “esperienza adrenalinica” o “terrorizzante” — a seconda dei punti di vista — è rappresentata dalla prima discesa, la cui inclinazione è quasi di 90°. Benché duri pochissimi secondi è davvero difficile provare a convincere qualcuno che non vuole assolutamente salirci perché (lo sappiamo bene), che siano venti secondi o un minuto, quando qualcosa ci fa paura, qualsiasi sia la circostanza in cui ci troviamo, ci sentiamo paralizzati. Il punto è che è davvero brutto, noioso, e pure poco carino, correre a fare la fila per salire sulla giostra lasciando chi è insieme a noi giù ad aspettare, spesso chiedendogli pure di tenere zaini, marsupi e oggetti. Non è bello! Come non lo è fare la fila — che di solito è lunghissima — da soli.

Eccoti, quindi, un piccolo trick mentale o comportamentale che può esserti d’aiuto per creare condizioni più favorevoli affinché l’altro accetti quella che ai suoi occhi appare come un vero e proprio scoglio insormontabile. Prova a chiedere all’altro di immaginare se stesso al di là della discesa, dall’altra parte, o meglio, chiedigli di sforzarsi di rappresentare se stesso e le sensazioni che proverebbe una volta portata a termine la sfida, il compito, quella specifica attività. Potrebbe apparire un consiglio banale e per nulla efficace, eppure, diverse ricerche rivelano che l’auto-condizionamento psicologico è un processo fondamentale per disciplinarci e convincerci. Immaginarsi e immedesimarsi in una situazione piacevole, elettrizzante o soddisfacente può contribuire a tutti gli effetti a farci sentire più confident e predispone maggiormente la nostra mente ad accettare la sfida.

Non bisogna sottovalutare, però, un punto importante che le neuroscienze evidenziano, ovvero che, in quanto esseri umani, siamo terribili nell’immaginare noi stessi nel futuro. Questo è vero perché, quando ci proiettiamo in avanti, nel nostro cervello si attivano le stesse aree cerebrali che si attiverebbero se pensassimo a dei perfetti sconosciuti. In altre parole, il nostro futuro, dal punto di vista cognitivo, è come se fosse “il tempo di qualcun altro”. Per questo motivo, ci dimentichiamo di risparmiare, non ci preoccupiamo della nostra salute quando reiteriamo cattive abitudini, ci lasciamo trasportare dall’aperitivo dimenticandoci che troppi Spritz possono ubriacarci. Al di là degli esempi, queste evidenze ci dicono che anche provare ad immaginarci nel futuro non è affatto un compito semplice, anzi, richiede molta forza e tanto autocontrollo.

Pertanto, il vero trick mentale non consiste tanto immaginare sé stessi in là nel tempo e provare ad “anticipare” la sensazione che proveremmo una volta conclusa una certa attività; quanto piuttosto, portare il futuro nel presente, ossia fare in modo che la nostra immagine sia così vivida nel presente da convincerci di avere già avuto la forza per accettare la sfida al punto da essere ben predisposti nel rifarlo! Come si suol dire “più fai e più faresti”.

Trasportandoci da momenti di svago in contesti più professionali, il consiglio è: la prossima volta che dovrai affrontare un progetto, un compito o ti verrà chiesto di portare a termine un’attività sfidante, prova ad immaginare quali potrebbero essere i titoli dei giornali se dovessi avere successo. Come ti sentiresti nel leggere il tuo nome in prima pagina!??! Sono sicura che rappresentarti dall’altra parte possa quantomeno darti uno stimolo in più nel dire “ok, proviamoci!”.

E non dimenticare, la prossima volta che andrai a Gardaland e un tuo amico o una tua amica non vorrà salire su una giostra, ti suggerisco di sperimentare. Se non funziona potrai sempre dirti che “tanto non sarebbe salito/a lo stesso”, ma, se avrai successo, potrai goderti una splendida giornata in compagnia all’insegna dell’adrenalina, che, una volta provata, poi, diventa una droga!

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Federica Ongis
Federica Ongis

Written by Federica Ongis

HR Training Specialist & Development — Podcaster of “Seven O’clock” Podcast — Woman-philosopher. Passionate about behavioural sciences and neuroscience.

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