Che cosa rende la nostra vita felice?

Federica Ongis
4 min readMay 28, 2022

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Quale è l’obiettivo più importante della tua vita? Che cosa credi che ti renda felice? Dove saresti disposto ad investire tutte le tue energie? Negli anni ’30 (1938) l’università di Harvard ha condotto uno studio per capire quali fossero le ragioni che si nascondono dietro ad una vita felice e per tentare di rispondere a questo genere di domande. I ricercatori hanno coinvolto, sin dall’inizio, un gruppo numeroso e variegato di teenagers. Si tratta di una delle ricerche più lunghe mai state condotte, perché ancora in corso. Per 75 anni i ricercatori di Harvard hanno seguito la vita di 724 uomini e donne con l’intenzione di indagare come e se le ragioni della felicità evolvono nel tempo, man mano che diventiamo grandi. La premessa è che, dal punto di vista individuale, capire che cosa ci rende felici è complesso, perché come esseri umani fatichiamo a cogliere il presente: abbiamo, infatti, la naturale tendenza a proiettarci nel futuro o a ricordare, nel bene e nel male, il passato. Come diceva Sant’Agostino, ci costringiamo in una temporalità inafferrabile. Ma cosa salta fuori se osserviamo la nostra vita dall’esterno?

Soldi. Successo o Società?

Il primo risultato curioso è questo: l’80% dei Millennials crede che l’obiettivo più importante nella vita sia diventare ricchi! Un altro 50% desidera diventare famoso. C’è chi dice che i soldi non facciano la felicità e neppure il successo ed è così! Anni di ricerca, domande, analisi fisiche e psicologiche lo confermano. Il più grande risultato di questo studio ci dice che: non è la ricchezza, non è la fama, non è il lavorare sodo a renderci felici nel corso della nostra vita, bensì gli altri esseri umani! Buone relazioni che si conservano nel tempo ci rendono felici e sani. Le connessioni sociali ci fanno bene, la solitudine uccide. Le persone capaci di coltivare relazioni sociali autentiche, con gli amici, la famiglia, la propria comunità vivono meglio, si ammalano meno e sono più felici. Le persone sole o isolate vivono vite più brevi, il loro cervello si deteriora più velocemente, si ammalano di più e soffrono di più. Robert Waldinger, direttore della ricerca, ci dice una cosa interessante: “Non era il loro livello di colesterolo a dirci quanto a lungo avrebbero vissuto e quale sarebbe stata la qualità della loro vita, bensì la qualità delle loro relazioni sociali”.

Così come non c’è differenza tra dolore fisico e psicologico, almeno dal punto di vista delle risposte cerebrali, analogamente, anche il benessere psicologico che deriva dalle connessioni sociali ha un impatto positivo sul corpo e sulla mente. Poter contare sugli altri dà energia e forza al nostro cervello.

Invidualismo e società

Ci si può sentire soli anche in mezzo ad una folla e questo è ciò che spesso accade nella società di oggi dove prevale l’individualismo. Essere concentrati sui propri obiettivi e i propri risultati non è sbagliato di per sé, l’errore sta nell’eccesso. L’egocentrismo e l’utilitarismo sono due componenti forti dell’individualismo che ci fanno dimenticare il potere che la dimensione collettiva ha sul nostro benessere (psicologico e fisico!!!). Una delle convinzioni più sbagliate che la società contemporanea ci propone, sta nel credere che possiamo farcela da soli: “Chi fa da sé fa per tre” — si dice. Eppure, più la realtà si complica e più questa convinzione ci porta fuori strada. Addirittura, la complessità della società di oggi, se affrontata in solitudine, ci fa apparire ancor più impotenti e con ciò ci getta nello sconforto. Se è vero, come ci dicono i ricercatori di Harvard, che la nostra felicità trova la sua ragione numero uno nel connetterci con gli altri, allora occorre tornare a porre l’interconnessione e la comunità al centro dei nostri obiettivi e valori.

Si dice che ognuno di noi è il risultato delle cinque persone con le quali trascorriamo più tempo e che la felicità sia contagiosa. Questi moniti ci devono indurre a dedicare tempo per coltivare relazioni autentiche e propostitive. Essere in una relazione talvolta è oneroso, perfino faticoso; i rapporti umani, sono complicati e coatici ma se provi a ripensare ai momenti più felici della tua vita ti renderai conto che, in ognuna di quelle circostanze, c’era qualcun altro a renderlo speciale.

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Federica Ongis
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Written by Federica Ongis

HR Training Specialist & Development — Podcaster of “Seven O’clock” Podcast — Woman-philosopher. Passionate about behavioural sciences and neuroscience.

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