Lo sapevi che… Gli esseri umani hanno intelligenze multiple

Federica Ongis
3 min readMay 16, 2020

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Nel 1980 le ricerche di Daniel Goleman hanno introdotto il concetto di Emotional Intelligence. L’intelligenza emozionale è la controparte, di pari importanza, dell’intelligenza che, generalmente, viene valutata misurando il nostro Quoziente Intellettivo. Così, se quest’ultima ha a che fare con le nostre capacità cognitive logico-razionali; la prima racchiude in sé altre e diverse manifestazioni della nostra intelligenza.

Complessivamente, il manifestarsi dell’intelligenza umana, nel suo significato più ampio, descrive quelle che nel gergo delle scienze comportamentali, vengono chiamate “People Skills”.
S
kills che, in parte, dipendono da come siamo fatti, dai nostri geni e, che in parte, possono essere allenate, formate, educate. Sono abilità, dunque, che dipendono dalla nostra cultura, dalla nostra formazione e dalle influenze esterne che, di continuo, danno forma al nostro comportamento.

Che cos’è questa “Intelligenza”?

Per deformazione professionale non posso non introdurre l’argomento citando Aristotele che nell’Etica Nicomachea, scrisse:

“Tutti possono essere arrabbiati, questo è facile. Ma, essere arrabbiati con la persona giusta, nel momento giusto, per il giusto motivo e nel modo giusto non è affatto semplice”.

L’intelligenza emotiva è la capacità che, come esseri umani, abbiamo di identificare, valutare e controllare le emozioni di qualcun altro, ma prima di tutto, è la capacità di identificare, valutare, controllare e avere consapevolezza delle nostre emozioni.

Questa abilità si compone di diverse altre abilità, per esempio, la nostra accuratezza nel decifrare e comprendere il linguaggio del corpo altrui, la nostra capacità di comunicare efficacemente, la destrezza con cui sappiamo prevedere, anticipare e riconoscere le mosse altrui.

Daniel Goleman — che è considerato uno dei padri del concetto di “Emotional Intelligence” — afferma che, questa intelligenza si compone di cinque elementi: consapevolezza, autocontrollo, motivazione, empatia, social skills.

La consapevolezza (1) è la capacità, di decodificare le proprie emozioni e riconoscere quale impatto potrebbero avere sugli altri. Di conseguenza, è l’elemento essenziale per avere “buone intuizioni” e per prendere “buone decisioni”. L’autocontrollo (2), invece, è la capacità, una volta riconosciuta l’emozione che stiamo vivendo in una determinata situazione, di controllarla e di prendere decisioni proporzionate al grado e al peso del vissuto emozionale esperito.
Terza componente è la motivazione (3), ovvero la capacità di capire che cosa guida le nostre azioni.
Segue l’empatia (4) , cioè la capacità di comprendere e reagire proprozionalmente alle emozioni altrui.
Infine, ci sono le cosiddette “Social Skills” (5) ovvero quelle abilità che ci permettono di percepire, capire e reagire alle emozioni degli altri in riferimento al loro status sociale e al contesto entro cui una determinata situazione viene processata, percepita e interpretata.

In generale, la nostra intelligenza emotiva o intelligenza interpersonale, può essere intesa come — per citare le parole di Goleman — “How we well handle ouverselves and our relationships”.

Se il QI (Quoziente Intellettivo) è supportato da quella parte del nostro cervello che coincide perlopiù con la corteccia prefrontale, l’intelligenza emotiva-interpersonale coinvolge maggiormente le attività del cosidetto “cervello limbico”. Fortunatamente, è proprio grazie alla neuroplasticità del contenuto della nostra scatola cranica, che queste skills possono essere allenate e migliorate con l’esperienza o con le esperienze che ciascuno di noi vive quotidianamente.

Così, le donne si rivelano più abili degli uomini nel padroneggiare queste abilità, proprio per via di una più forte propensione a creare relazioni intime, a comunicare di più e ad avere una tendenza, quasi spontanea, nel preferire un atteggiamento cooperativo ad un atteggiamento competitivo. Di contro, gli uomini, per i quali il “gene Alpha” è caratteristica più naturale, esibiscono sin dalla più tenera età una preferenza al contrasto. Dominare e controllare sono retaggi evoluzionistici molto più presenti nel comportamento del genere maschile che, sfortunatamente, fanno da contro altare ai principi su cui si fonda l’intelligenza emotiva per come l’abbiamo definita.

Proprio per queste ragioni, molto spesso, il quoziente di intelligenza emotiva risulta molto più alto nelle donne che negli uomini e, per le medesime ragioni, il genere femminile tende ad essere più adatto per guidare, coordinare o coinvolgere gruppi di invididui.

Ma non temete uomini, come già detto, tutti abbiamo ampi margini di miglioramento.

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Federica Ongis
Federica Ongis

Written by Federica Ongis

HR Training Specialist & Development — Podcaster of “Seven O’clock” Podcast — Woman-philosopher. Passionate about behavioural sciences and neuroscience.

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