Focus. La concentrazione è un’abilità.

Federica Ongis
5 min readJan 14, 2023

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Siamo circondati, immersi e bombardati da un’infinità di distrazioni. Informazioni, messaggi, notifiche, parole, pensieri le nostre giornate sono così piene e corrono così veloce che mantenere il focus è ormai considerata una vera e propria competenza. Non c’è da stupirsi, oggi ci vuole tanta energia mentale per filtrare il disordine e rimanere concentrati.

Una sfida cognitiva

La capacità di focalizzarsi è una vera e propria sfida cognitiva perché il nostro cervello è programmato per risparmiare. 11 milioni di Bit è la quantità di informazioni che il cervello umano è in grado di processare all’incirca ogni secondo, che è l’equivalente di guardare contemporaneamente 8 film! Eppure il suo essere fortemente selettivo, lo porta a considerare come valide soltanto 50bit/s di informazioni che tradotto è lo 0,00005% dell’insieme delle informazioni che orbitano attorno ai nostri canali percettivi.

La capacità di focalizzarsi ha a che fare con la nostra capacità di fare uno sforzo d’attenzione, per immergerci completamente nel compito o nell’attività che stiamo svolgendo. I nostri livelli di concentrazione possono variare da forme più lievi fino a forme di concentrazione più profonde che gli esperti chiamano “flussi”. Chiunque scriva, suoni uno strumento musicale, canti, pratichi sport con motivazione e passione ha sicuramente provato almeno una volta nella vita la sensazione di essere completamente assorbiti da quel che si sta facendo, al punto che, tutto il resto diventa contorno.

Il primo ingrediente della concentrazione sono le emozioni.

Si dice che le persone innamorate siano distratte e che le persone depresse lo siano altrettanto, tuttavia, questo può essere vero quando l’emozione prende il sopravvento sui nostri stati cognitivi razionali. Al contrario, quando siamo in grado di bilanciare il nostro vissuto emozionale con la razionalità diventiamo più bravi a focalizzarci e ad indirizzare la nostra attenzione.

Allenare l’attenzione: perché e come

Per quanto nel mondo in cui viviamo tutti fanno a gara per catturare la nostra attenzione, al punto che ormai sembra essere diventata essa stessa il prodotto su cui molte grandi aziende fanno enormi fatturati, devi sapere che è possibile allenare la nostra attenzione e, attraverso esercizi mentali e fisici o specifiche architetture contestuali dirigerla dove è giusto che si diriga. Si tratta di un allenamento che di questi tempi è diventato (quasi) necessario.

Repubblica ha pubblicato un articolo intitolato “La generazione Z vuole solo gli highlights” affermando che l’avvento di Internet e di un’offerta tendente all’infinito ha ridotto le capacità di attenzione, soprattutto tra i più giovani. Insomma, nemmeno i 9 o i 7 secondi d’attenzione stimati dai ricercatori sembrano essere più una certezza (non soltanto per le nuove generazioni, ma per tutti!). Di articoli come questo ne abbiamo sentiti e letti parecchi, il che ci deve portare a dire che: se oggi abbiamo difficoltà d’attenzione non è di certo solo colpa nostra. In un mondo di gratificazione istantanea, bombardati da contenuti e opzioni molteplici, viviamo in un contesto che nessuno dei nostri antenati o predecessori ha esperito e quindi non siamo preparati!

A contribuire a questo ci sono altri fattori: il primo, lo stress. Mille cose da fare equivalgono anche a più probabilità di vivere situazioni stressogene. Lo stress riduce il flusso di sangue al cervello con conseguente mancanza di concentrazione. Inondando il nostro sistema nervoso di cortisolo e adrenalina ci rendono più soggetti a vivere in ansia e l’ansia è anticamera di depressione, assenza di sonno e con ciò di problemi di memoria e di concentrazione. Secondo fattore è il cibo: mangiare male e mangiare grasso influenza le nostre energie. I cibi grassi, in particolare, possono innescare infiammazioni che rendono meno fluida la comunicazione tra i nostri neuroni, facendoci sentiere annebbiati e distratti.

Quali occasioni abbiamo per migliorare le nostre capacità di attenzione? Quale è l’allenamento che occorre fare?

Giocare e fare sport. Fare esercizio fisico regolarmente aiuta il nostro cervello a regolare i livelli di dopamina, norepinefrina e serotonina, tutti ormoni che influiscono sulla concentrazione e l’attenzione. In generale, giocare. Sia esso un gioco fisico o virtuale: i ricercatori hanno dimostrato che anche la realtà virtuale può aiutarci a migliorare le nostre capacità attentive perché in grado di stimolare, al pari della realtà fisica, alcune aree del nostro cervello che controllano il movimento, la pianificazione e la memoria.

Invertire. Fare le cose al contrario. Quando ero all’università e dovevo preparare un esame, avevo sempre la sensazione di essere preparatissima sui primi capitoli e molto meno sulle ultime pagine, così una tecnica efficace che sperimentai fu quella studiare il libro al contrario, partendo dalla fine. Svolgere attività alla rovescia aiuta il cervello ad uscire dalle sue zone di comfrot (favorendo la neuroplasticità). Così puoi provare a scrivere con la sinistra se sei destro o viceversa se sei mancino, pronunciare una parola al contrario o leggere un libro partendo dalla fine.

Meditare. C’è chi dice che la meditazione sia la caffeina di quest’epoca. Effettivamente la ricerca dell’equilibrio psico-fisico a cui meditare ci porta ci libera da distrazioni e ci conduce ad essere più focalizzati su noi stessi con un impatto non indifferente sulla nostra capacità di concentrazione. La capacità di controllare i propri pensieri equivale alla capacità di non auto-interrompersi che spesso è una distrazione ancora più frequente e impattante di quanto non lo siano le distrazioni che ci provengono dall’esterno.

Ascolta della buona musica. Una ricerca pubblicata da The Journal of the Acoustical Society afferma che ascoltare suoni naturali come le onde del mare, o i versi degli animali o la musica classica facilita il processo di focalizzazione.

Vivi nel verde. Che le città siano molto più stressanti della campagna è un fatto. Uno studio condotto dall’Università di Exeter ha dimostrato che le piante, o per essere più generici, il verde e la natura, possono migliorare la nostra capacità di concentrazione e di produttività del 47%.

Agisci sul contesto, architettandolo a tuo vantaggio! Silenzia il telefono, spegni le notifiche, stabilisci un piano d’azione, isolati… piccoli gesti per grandi attimi di focalizzazione!

Adesso che siamo abituati a saltare da un dispositivo all’altro, a leggere una notifica mentre guidiamo, a rispondere ad una email mentre parliamo con una persona al telefono, a sbirciare Facebook mentre ascoltiamo qualcuno parlare in una riunione come possiamo controllare ed essere padroni della nostra attenzione? Nell’era del multitasking ci dimentichiamo che gestire troppe cose insieme può ritorcersi contro. Del resto il multitasking di per sé non esiste perché quando proviamo a fare più cose insieme, il nostro cervello non fa altro che “dividersi a metà” incorrendo in un vero e proprio declino cognitivo. Per questo motivo diventa sempre più importante sapere quali sono le piccole cose che possono, nel quotidiano, ridarci il potere sulla nostra attenzione!

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Federica Ongis
Federica Ongis

Written by Federica Ongis

HR Training Specialist & Development — Podcaster of “Seven O’clock” Podcast — Woman-philosopher. Passionate about behavioural sciences and neuroscience.

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