Impariamo ad imparare

Federica Ongis
7 min readNov 13, 2021

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In un mondo i cui l’innovazione corre veloce c’è sempre bisogno di nuove competenze; tant’è che è diventato super comune negli ambienti professionali parlare di life-long learning e continuous improvement. Con queste due espressioni si intende dire che serve “saper imparare”. Quando si parla di imparare mi vengono in mente due scene: la prima è un mio compagno di scuola che, leggeva una volta e imparava tutto. La seconda è Flash, il supereroe, che sfogliava questi libri ad una velocità supersonica e imparava tutto. Tra tutti i super poteri credo che questo, quello di imparare ad imparare e di farlo velocemente, sia uno tra i più desiderabili di questi tempi!

Oggi voglio accompagnarti in un piccolo viaggio tra tecniche e trucchetti che possono aiutarti ad apprendere qualsiasi cosa in modo più rapido, efficace e senza troppi sforzi. Pronti?

Come funziona l’apprendimento nel cervello umano?

Ti sei mai chiesto/a che cosa succede al tuo cervello quando impari qualcosa di nuovo?
Nella vita, come esseri umani, il nostro primo respiro è una forma di apprendimento; tant’è che il concetto di continuous improvement è connaturato nella nostra essenza più profonda. Una prima differenza che esperiamo fin da subito e cioè che ci sono cose che impariamo involontariamente e cose che ci richiedono grandi sforzi e tanta forza di volontà. In generale, imparare qualcosa di nuovo è faticoso e, al tempo stesso, è uno dei più grandi piaceri per il nostro cervello al punto che, potremmo dire che, fin che c’è vita c’è apprendimento.

Dal vendere un prodotto, a giocare a scacchi, a sciare, ogni volta che impariamo qualcosa di nuovo dobbiamo dire grazie alla mielina. Non c’è solo “materia grigia” nel nostro cervello, ma circa il 50% della massa cerebrale è fatta di una strana materia bianca, un tessuto lipidico che ricopre e isola elettricamente gli assioni dei nostri neuroni: il suo nome è — per l’appunto — “mielina”. Dobbiamo dire grazie a lei ogni volta che acquisiamo una nuova abilità o competenza. In che senso? Si dice che fare pratica aiuti a perfezionare un’abilità o una competenza. Malcolm Gladwell ha, addirittura, formulato la teoria per cui servono 10.000 ore di esercizio per diventare bravi in qualcosa. Se, per esempio, non hai mai sciato in vita tua, la prima volta che indosserai un paio di sci ti sembrerà starno, ti sentirai goffo. Man mano che farai pratica, scendere dalle piste diventerà più naturale. Quella sensazione di “agio” che provi quando raggiungi un certo livello di competenza la devi ad un processo noto come mielinizzazione. La mielinizzazione è la maturazione del sistema nervoso per una più veloce ed efficiente veicolazione dell’informazione all’interno del nostro cervello. In altre parole, la mielina aumenta la forza e la velocità del segnale elettrico che circola nei nostri neuroni; è un po’ come passare dalla connessione remota alla banda larga: i neuroni mielinizzati si comportano meglio e le nostre prestazioni migliorano perché il segnale arriva più forte, più veloce e più chiaro!

Il ruolo della mielina nell’apprendimento è fondamentale, tant’è che chi soffre di malattie neuro-degenerative che comportano la perdita di destrezza, o di controllo, mostrano segni di “demielinizzazione”, cioè scarsità di mielina.

Perché il nostro cervello produca mielina e ci supporti nel processo di apprendimento al meglio delle proprie forze, è fondamentale la ripetizione, quindi l’esercizio, ma anche la qualità dell’esercizio. Si dice che occorrano più di 10.000 ore di esercizio ma anche che “la pratica perfetta rende perfetti”.

12 TIPs per un apprendimento di qualità

Ciascun essere umano apprende, ma ciascun essere umano ha il proprio stile di apprendimento. C’è chi è più portato ad apprendere per immagini, chi attraverso esperienze tattili, chi leggendo, scrivendo o ascoltando.

Ecco perché esistono diverse scorciatoie comportamentali che possono aiutarti ad apprendere meglio. Vediamole insieme e, poi, scegli quella che fa per te!

  1. Memorizzare attraverso lo spazio. Associare concetti a luoghi o oggetti aiuta la memoria spaziale che è una sorta di memoria esperienziale. Questa tecnica funziona soprattutto quando devi imparare sequenze di attività o di informazioni.
  2. Prendere appunti su carta. Meglio la penna della tastiera. Purtroppo usare il pc non sempre va bene. Tendiamo ricordarci meglio ciò che leggiamo e scriviamo su carta perché la carta la tocchiamo con mano. La differenza tra prendere appunti sullo schermo di un pc o su un quaderno è simile alla differenza che c’è tra provare un passo di danza e vederlo in tv. L’esperienza tattile che facciamo della carta che teniamo per mano si somma alle esperienze sensoriali che associamo ai contenuti durante la fase di apprendimento e questo aumenta la nostra capacità di ricordare le informazioni che leggiamo.
  3. Ripetere in una lingua straniera. Questa è una delle mie tattiche preferite specialmente quando devi imparare qualcosa di complesso. Ripetere il contenuto o gli step dell’attività che devi eseguire in una lingua straniera aiuta tantissimo perché costringe il tuo cervello a funzionare razionalmente.
  4. Affettare. Dividi l’attività in micro-attività misurabili e poniti degli obiettivi. Sai fare la verticale sulle mani? Per chi non ha mai fatto una verticale in vita sua, stare o camminare a testa in giù può sembrare un esercizio da circo. Eppure tutti possono imparare a camminare sulle mani. Uno dei metodi più efficaci per riuscirci è fare a fette i movimenti che ti permettono di stare a testa in giù: dalla posizione delle mani, alla spinta sulle spalle, alla posizione della testa, a come darsi lo slancio. Uno step alla volta e sei sù! Se vuoi farcela devi procedere per gradi e misurare i risultati di ciascuno step. Fare a fette il problema o l’esercizio è una delle tattiche più efficaci per imparare qualcosa.
  5. Connettere. Impara qualcosa e quando l’hai imparato impara qualcosa di correlato. Se hai imparato a suonare la chitarra, imparare a suonare il basso sarà più facile. Ci sono competenze che sono comuni ad altre competenze, ciò significa che per massimizzare nel minor tempo possibile il numero di competenze che possiedi, un suggerimento è quello di partire da quelle più affini tra loro.
  6. Associare. Usare le metafore aiuta a semplificare e memorizzare. Le metafore sono potentissime traducono concetti complessi in storie di vita vera, in esempi concreti, in racconti di persone reali. Associa un task che stai imparando a fare a qualcosa che sai già fare o ad un’immagine semplice ed immediata.
  7. Selezionare. Seleziona l’essenziale. Non serve imparare tutto. C’è sempre un 20% che fa l’80% di quel che ti serve — almeno, Pareto avrebbe detto così. Se vuoi imparare ad usare Excel non è che devi sapere ogni formula esistente, ti basterà individuare quelle 20 formule che renderanno possibili l’80% dei compiti che ti verranno dati da fare su Excel.
  8. Imitare. Chi è che ha avuto successo senza avere un talento naturale? Quali inesperti sono diventati esperti? Come hanno fatto. Impariamo oltre il 70% di tutto ciò che impariamo da quello che fanno gli altri. Come esseri umani, il social learning, è la fonte di apprendimento più efficace e più contagiosa che esista. Ecco perché, osservare il processo di apprendimento compiuto dai nostri simili è il modo migliore per trovare spunti efficaci su come acquisire anche noi quella competenza!
  9. Imparare a memoria. Imparare a memoria migliora l’agilità con cui apprendi. Perché devo imparare una poesia a memoria se è scritta sul libro o se la posso cercare su internet? Scommetto che anche tu ci hai pensato, specie alle scuole medie quando ti obbligavano ad imparare lunghe poesie a memoria. Eppure devi sapere che, imparare a memoria una poesia, un testo, una canzone, una filastrocca è l’esercizio migliore che tu possa fare per aumentare l’agilità mentale.
  10. Raccontare a un bambino, a voce alta. Ascoltarsi e provare a raccontare ciò che hai imparato come se lo stessi spiegando ad un bambino dell’asilo o a tua nonna di 90 anni è un altro consiglio utilissimo. Si dice che se riesci a spiegare qualcosa ad un bambino allora, solo allora, l’hai capito davvero! Questo perché significa che quella competenza l’hai davvero fatta tua e se è così allora sei pronto/a a farla fruttare nella pratica, condividerla e trasferirla.
  11. Incentivare. Avere un incentivo crea continuità. Ricevere ricompense ci motiva e ci fa venire voglia di continuare ad imparare. Quando ti appresti ad imparare una nuova competenza non ridurti “a pane e acqua” ma ogni tanto mangialo un cioccolatino! Ricompensarsi è fondamentale per mantenere l’esercitazione costante e di alta qualità.
  12. Riposare. Per imparare di più devi dormire di più. Ultimo, ma non ultimo, ricorda: un cervello stressato non impara, quindi riposati!

Con tutti questi consigli, che dici? Sei pronto/a ad imparare?

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Federica Ongis
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Written by Federica Ongis

HR Training Specialist & Development — Podcaster of “Seven O’clock” Podcast — Woman-philosopher. Passionate about behavioural sciences and neuroscience.

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