Le 7 sfere della Leadership

Federica Ongis
6 min readOct 23, 2021

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Te le ricordi le 7 sfere del drago? In Dargon Ball occorreva radunarle tutte per poter evocare il drago capace di esaudire uno o più desideri. Così l’obiettivo dei combattenti era quello di possederle tutte. Ad essere 7 come le sfere del drago sono le sfere della leadership e, allo stesso modo, l’obiettivo di un buon leader è quello di possederle tutte.

Le sette aree/sfere chiave della leadership sono:

  1. Il carattere (chi sono)
  2. Le relazioni (chi conosco)
  3. La conoscenza (che cosa so)
  4. L’intuizione (che cosa sento)
  5. L’esperienza (dove sono stato)
  6. I successi (che cosa ho fatto)
  7. Le abilità (che cosa so fare)

Una premessa

Quando si parla di leadership non si parla di ruoli, né tanto meno di qualcosa che si “guadagna”. C’è un’unica unità di misura per valutare un buon leader: quanto gli altri ti seguono. In tal senso, i principi che definiscono la leadership trascendono il tempo, lo spazio e le diverse culture al punto che potremmo affermare che “sono universalmente validi”. Per essere un buon leader occorre investire in ciascuna delle sette aree chiave e, come in borsa, si commette un errore nel credere che basti avere fortuna: nessuna sfera si trova per caso! La leadership è dinamica: richiede costanza, miglioramento e sacrificio.

Come conquistare le 7 sfere

Il carattere. Il leader trova il sogno e poi la gente. La gente trova il leader e poi il sogno. Avere le idee chiare, non significa necessariamente fare le scelte giuste o prendere decisioni migliori di quelle che prenderebbero altri, quanto piuttosto significa fare scelte coerenti con la direzione che si è tracciata, con gli obiettivi che si vogliono raggiungere. Molte persone sono convinte che se persegui una giusta causa gli altri ti seguiranno, a dire il vero, la gente non segue “cause giuste” ma segue leader validi che promuovono le giuste cause. Le persone credono prima di tutto nel leader e poi nei suoi obiettivi e nelle sue idee. In tal senso, la sua identità, il suo carattere, la sua personalità, la sua determinazione sono un faro che guida il gruppo. Specialmente all’inizio della carriera le persone più giovani, non sposano l’azienda per cui lavorano, quanto piuttosto il leader che le guida. Un buon leader, mostra il suo carattere e si esprime in modo autentico e genuino; più le sue azioni sono coerenti con la sua identità e più acquisirà sicurezza.

Le relazioni. Il potere di un leader dipende dalla forza delle relazioni che costruisce. In altre parole, dipende dal suo network dal quale riceve supporto e feedback. Secondo la cosiddetta “legge della cerchia ristretta” non esistono leader forti che siano circondati da persone deboli. Un buon leader tende a costruirsi un gruppo in cui è presente almeno: un influencer, un mentor, un connector, un supporter. Ciascuno di questi personaggi ha un ruolo prezioso nel suo modo di fornire stimoli. Un leader esprime la propria grandezza nella misura in cui aiuta i membri del proprio gruppo ad esprimere se stessi ed il proprio potenziale al meglio. Lo fa, innanzitutto, attraverso la delega e, ancor più importante, lo fa delegando alla sua squadra ciò che ritiene essere “il suo punto debole”. In questo modo si arricchisce e arricchisce chi lo circonda. Mi ha colpito una ricerca condotta in una scuola che ha rivelato come: studenti che si siedono vicino a studenti più performanti migliorano le proprie performance del 15%, viceversa quelli che scelgono di stare accanto agli allievi meno bravi peggiorano del 30%. Questo ci dice che ha ragione chi sostiene che “siamo il risultato delle cinque persone con le quali trascorriamo la maggior parte del nostro tempo”. Le persone di cui ti circondi fanno la differenza! Un buon leader si circonda delle persone migliori, concede autorità e si rende sostituibile. Sembra essere un paradosso, eppure, il solo modo per essere indispensabili è quello di non essere necessari. Un vero leader, dunque, ottiene autorità dandola via, acquisendo così molta più forza e sicurezza di quella che ne concede. Tant’è che si dice che solo un leader forte sia in grado di formare altri leader.

La conoscenza. Un buon leader conosce quali sono le priorità. In questo ha sempre un modo per stabilire cosa è importante e cosa non lo è. Richiesta. Ricavo. Ricompensa sono queste le 3 R che lo/la guidano. Per essere efficace un buon leader deve rispondere a tre semplici domande: che cosa è richiesto? Che cosa ci restituisce maggior ricavo? Che cosa porta la ricompensa più grande? Rispondendo a queste domande trova sempre il modo di far vincere la propria squadra. Sempre in virtù della chiarezza dell’obiettivo un buon leader non solo sa cosa occorre fare per prima, ma sa anche cosa non è necessario. Un buon leader sa dire di no! Le persone di potere sanno esattamente quando declinare un’offerta che non gli permette di restare focalizzati su ciò che vogliono. Un buon leader, di fronte ad un’offerta, si chiede sempre: “sto aprendo una porta?” o “sto chiudendo una porta?” e suggerisce Richard Brandson “Se vedi un’opportunità dì di si, poi troverai dopo il modo di fare!”.

Intuizione. L’intuito è l’asso nella manica di ogni grande leader. Un buon leader dev’essere in grado di cogliere e captare i fattori intangibili che impattano sul raggiungimento degli obiettivi e che plasmano le relazioni all’interno del gruppo. I migliori leader sanno sempre che cosa succede tra le persone, capiscono quali sono le loro preoccupazioni, le loro paure, sanno come gestirne le ansie e colgono i fattori motivazionali che guidano ciascun membro della squadra. In questo senso sono abili nello stabilire contatto emotivo e giocare d’anticipo!

Esperienza. Grazie all’esperienza maturata un buon leader ha consapevolezza dei propri punti deboli e delle proprie aree di forza. Jack Ma — fondatore e capo di Alibaba — ci offre un consiglio prezioso: “Every mistake is an income for you”, ogni errore è una forma di guadagno in termini di esperienza e ogni grande leader ha uno zaino pieno di questo genere di esperienze.

Successi. Un buon leader tende a vedere il lato “positivo” della medaglia e quando si presenta un problema va a caccia delle opportunità. Winston Churchill diceva: “Mai sprecare una buona crisi” e con questo offriva il suo input a trovare soluzioni creative per agire. Potremmo, forse, dire che questo è l’ingrediente numero uno per avere successo?! Va detto, che non c’è successo senza sacrificio: più alto è il gradino che vuoi salire maggiore sarà lo sforzo! Il successo del leader è il successo della squadra. A tal proposito, è interessante notare come i leader di successo tendano a prediligere un linguaggio positivo per motivare la squadra al successo. Evitano espressioni come “non credo”, o “è impossibile”, o ancora, “ho paura che…”. Sembra essere cosa di poco conto eppure diversi studi ci dicono che affermazioni in positivo contribuiscono a formare la nostra autostima e ci aiutano nell’affrontare le difficoltà.

Abilità. Ci sono i connettori, i leader diffusori e i leader ispiratori. I connettori sono i leader-cheerleader cioè coloro che acquisiscono tanto più riconoscimento quanto più sono rivelano il proprio talento nell’aiutare gli altri a realizzare sé stessi. Sanno sempre connetterti con ciò o con chi hai bisogno! I leader diffusori, invece, sono quelli sui quali gli altri contano: hanno competenze, esperienze e sono affidabili. Rivolgersi a loro è un approdare in un porto sicuro. I leader ispiratori, infine, trovano nella creatività il modo migliore per farti condividere la loro vision e così appaiono magnetici.

In generale, quel che possiamo dire sulla leadership è questo: si tratta di una lunga avventura alla conquista delle sette sfere del drago, sfere che danno potere che si esibisce nel controllo, ovvero nel numero di persone che sei in grado di influenzare; nel benessere, ovvero nel numero di risorse che sei in grado di accumulare; nell’utilizzo, ovvero nelle azioni in cui eserciti il tuo potere. Ma alla fine dei conti, trovate le sfere e conquistato il potere non c’è miglior desiderio che tu possa esprimere per essere un vero leader se non quello di “voler cedere tutto il tuo potere!”.

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Written by Federica Ongis

HR Training Specialist & Development — Podcaster of “Seven O’clock” Podcast — Woman-philosopher. Passionate about behavioural sciences and neuroscience.

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