L’importanza della disciplina nel regno dell’incertezza
Quando regna l’indeterminazione la disciplina è la miglior risposta che tu possa mettere in campo.
Gli ultimi anni ci hanno introdotto a un modello di produttività e a dinamiche relazionali completamente nuove: sul lavoro, a scuola, in famiglia, tra amici, sono cambiate tante cose. Le regole a cui eravamo abituati si sono in parte sgretolate, in parte trasformate e in tanti abbiamo provato la sensazione di essere catapultati in un “rinnovato” vortice d’incertezza. Come si fa a rispondere all’incertezza senza essere travolti dallo sconforto? Anche se sei la persona più nevrotica di questo mondo e vivi pervaso di ansie devi sapere che esiste una soluzione efficace e semplice che come genere umano adottiamo da parecchi secoli e cioè, quando le cose vacillano e abbiamo la sensazione di perdere l’equilibrio, di fronte all’assenza di punti di riferimento, gli esseri umani rispondono creando nuovi punti di riferimento. Ecco perché quando regna l’indeterminatezza occorre dare il benvenuto alla disciplina che tradotto significa impartire ed impartirci nuove regole, poche, ma buone e, soprattutto, salde.
Praticare l’arte della disciplina di questi tempi è diventata une vera e propria virtù, non soltanto perché ci rende tenaci e perseveranti, ma anche perché è ciò che ci permette di mantenere il baricentro.
La disciplina come arte
“Non è che non sai cosa fare, ma piuttosto è che non hai la disciplina per costringerti a fare ciò che dovresti fare”.
Gli sportivi sanno bene che senza disciplina non arriverebbero da nessuna parte e questo è — forse — ciò che li motiva a sottostare a faticosi allenamenti, a noiose routine e a farlo con determinazione. Questo insegnamento, se trasportato in tanti altri ambiti, come quello professionale per fare un esempio, può dare enormi frutti. Esercitarci alla disciplina è un percorso che ci serve perché ci abitua a lavorare per raggiungere i nostri traguardi resistendo alla tentazione delle gratificazioni immediate o dal voler trovare scuse che ci esonerano dalle nostre dirette responsabilità. Effettivamente, un buono sportivo non dà colpa a nessuno se perde se non a se stesso. Nella vita di tutti i giorni, fin dalla più tenera età, al contrario, l’elemento della “responsabilità” di cui è intriso il concetto di disciplina viene un po’ dimenticato. Quando siamo bambini, ad esempio, ogni nostro bisogno viene corrisposto dai nostri genitori, per cui, se arriviamo a scuola senza il quaderno di matematica la colpa è anche (se non vogliamo dire “solo”) dei nostri genitori. Questo finché non ci insegnano che ogni mattina tocca a noi alzarci dal letto e fare la cartella pensando di metterci tutto l’occorrente. Potremmo forse dire che la responsabilità è la prima dimensione della disciplina? Ebbene si! Quando le cose sono incerte per stare a galla serve essere responsabili, quantomeno del proprio destino!
Le 6 dimensioni della disciplina
Se volessimo apprendere l’arte della disciplina, non potremmo esimerci dall’indagare alcune delle sue dimensioni più fondamentali. Vediamone insieme 6!
La prima è sicuramente la chiarezza. Una persona disciplinata ha poche regole ben chiare in testa. Si distingue così da chi ne ha tante e ben confuse. Questo primo step permette di circoscrivere il perimetro entro il quale vuole posizionarsi, decidere e agire.
La seconda dimensione è la competenza. Non c’è disciplina senza competenza. Come un buono sportivo devi sapere cosa stai facendo e dove stai andando, solo così sarai in grado di marcare il tuo sentiero tra i mille che ti si prospettano di fronte. Soprattutto, saprai prendere questa decisione consapevolmente e proattivamente, cioè senza aspettare di finire in situazioni indesiderate.
La terza dimensione è l’impegno. Devi essere testardo, tenace e determinato. Motivazione e costanza sono parole d’ordine. Potremmo dire: “Anche se ti tagliano le gambe, continua a camminare”. La tenacia ti permette di affrontare sfide rendendole più “digeribili” ma, in modo particolare, è ciò che ti permette di affrontare la sfida più grande di tutte per avere successo e cioè la noia della routine e della ripetizione che però serve per diventare bravi.
La quarta dimensione ha a che fare con la capacità di riconoscere vincoli ed ostacoli. Che cosa minaccia il raggiungimento dei tuoi obiettivi? Che cosa mette in crisi la tua disciplina? Funziona come nelle diete: quale è il piatto che ti tenta di più? Saperlo riconoscere vuol dire fare un passo avanti per individuare ostacoli e situazioni demotivanti.
La quinta dimensione è la coerenza. Poniti un obiettivo che sia SMART: specifico, misurabile, accessibile, realistico e tempificato e individua le tue priorità. Quando tutto attorno a te è incerto è il tuo obiettivo che deve regalarti certezze!
La sesta dimensione è la creatività. Quale è il modo migliore per giocare la tua partita in modo originale? La fantasia, l’immaginazione, il desiderio di migliorarsi dev’essere benzina per la tua mente. Sfruttale a tuo vantaggio!
Spesso la disciplina viene confusa con la subordinazione e così se ne dimentica il valore. In un contesto tanto destrutturato quanto quello che viviamo oggi, serve ricordare che: una buona struttura di fondo è necessaria affinché le cose funzionino!
Potremmo definire la disciplina una forma di educazione che ci rende tolleranti all’incertezza? A questo punto, potrei anche dire di sì!