Maniaci del controllo
Scommetto che conoscerai di certo una o più persone che all’apparenza sembrano essere molto aperte, disponibili e fiduciose ma che, in fondo, hai scoperto essere maniache del controllo. Ti chiederai: ma come ho fatto a capirlo? Probabilmente l’hai sperimentato sulla tua stessa pelle. Affinché questo non capiti di nuovo, facciamo un tentativo: indaghiamo insieme i comportamenti di controllo segreti che, il più delle volte, passano inosservati.
Come, dove e quando si manifesta il controllo? Come riconoscere i controllori e come disinnescarli? Scopriamolo insieme!
(1) Personalità. Un primo tratto riconoscibile e, spesso, nemmeno troppo segreto è il nevroticismo. Il grado di nevroticismo di una persona evidenzia il grado di ansia e di sensibilità che un individuo prova di fronte ad una situazione. Le persone nevrotiche amano tenere tutto sotto controllo perché qualora ci fosse un problema da risolvere o l’esigenza di intervenire, nella loro testa hanno già quantomeno tentato di anticipare tutte le possibili conseguenze delle proprie azioni. L’ansia non è soltanto legata al voler controllare ciò che accade, ma anche al desiderio di “chiudere il cerchio”. Ansia e nevroticismo sono fortemente correlati perché il primo alimenta la seconda. Questo conduce le persone con un grado di nevroticismo più accentuato a focalizzarsi sull’incertezza, che sfuggendo al loro controllo, diventa qualcosa di intollerabile o difficilmente accettabile con il risultato che questa persona tenderà a mantenersi nella sua comfort zone. Il nevroticismo è considerato tra i domini più pervasivi della personalità, perché rende chi lo è più suscettibile e più incline sperimentare emozioni negative e, così, le persone nevrotiche tendono a dare priorità a tutta una serie di azioni votate al controllo: per esempio, usciranno di casa molto tempo prima dell’orario del loro appuntamento per poter contare su un margine ampio di manovra qualora dovessero imbattersi in uno dei tanti pericoli che immaginano possano accadere. Così succede che, quando le cose sfuggono al loro controllo, o quando sono incontrollabili perché troppo volatili (come del resto accade nel mondo d’oggi), le persone nevrotiche impazziscono, si intestardiscono o peggio, sviluppano dipendenze. In altre parole, mettono in campo azioni atte a riprendere il controllo sulla situazione. Riconoscere il nevroticismo nella personalità di qualcuno non è poi così complesso, più difficile è imparare a gestirlo. Quando ti trovi di fronte ad una persona ansiosa fai di tutto per raffreddare la situazione. Esplicitare ed elencare i motivi per i quali non c’è alcun bisogno di andare in stress, aiuta a fare chiarezza e riprodurre una certa sensazione di controllo nella sua testa. Anche entrare in empatia funziona: stagli vicino e prova a comprendere le cause della sua ansia. Per disinnescare il desiderio di controllo di una situazione, dovrai far si che qualcosa resti in suo controllo. Ecco perché di fronte a personalità fortemente nevrotiche non funziona affatto continuare a dire che “devono accettare il cambiamento”, “che ci sono cose che non si possono controllare”, “che ci sono circostanze che non si possono anticipare”, “che viviamo in una realtà volatile, incerta, complessa e ambigua (VUCA) per cui non abbiamo chance”. Benché questa sia la cruda verità, si tratta di una verità inaccettabile per queste persone, tanto più utile edulcorarla.
(2) Relazioni. Gli psicologi e i criminologi ci dicono che una caratteristica di spicco delle personalità che commettono gravi crimini è che amano controllare gli altri. La loro autostima dipende dal controllo che esercitano sugli altri. C’è chi lo fa palesemente e chi, invece, si insinua nella vita di coloro che considerano “utili” e abilmente li manipolano per assoggettarli. Ti sarà capitato di certo di pensare: “come è possibile che faccia tutto quello che gli dice?”, “come è possibile che gli dia sempre ragione?”. Lo è. Quando si parla di controllo sulle relazioni non dobbiamo immediatamente pensare che sia qualcosa di negativo, basti pensare al caso di un genitore che ha controllo sul proprio figlio. Alcune persone hanno un controllo sostanziale su altre perché hanno guadagnato una posizione di rispetto grazie al duro lavoro e ai risultati ottenuti. Gli individui responsabili, raramente abusano della propria autorità, anzi, sono più spesso felici di servire chi controllano per il ruolo che occupano. Diverso è per chi si rivela un maniaco del controllo nel rapporto con gli altri esprimendo un errore di pensiero per il quale crede che le relazioni interpersonali siano un fatto di “conquista”. I maniaci del controllo, quando si parla di relazioni, non sono né leader, né tantomeno interessati al network, quanto piuttosto vedono gli altri come “oggetti da conquistare” per alimentare l’immagine che hanno di sé stessi. Le persone che sono intente a controllare gli altri cercano di fortificare un bisogno psicologico insaziabile: quello di gonfiare il proprio ego! Il desiderio di controllo sugli altri non ci rende delle brutte persone, anzi, è frequente conoscere soggetti che hanno questo atteggiamento siano ammirati, abbiano successo e addirittura siano seguiti e le persone che vivono con loro sopportino comportamenti “abusivi”. L’unico modo di disinnescare questa forma di controllo che non fa altro che rafforzare il loro senso di invincibilità è smascherarli. Di fronte a queste persone non basta portare i fatti come prove del fatto che non hanno ragione, perché li convertiranno comunque a loro uso e consumo. Ciò che si rivela più efficace è far perdere le truppe al comandante, cioè guidare chi è assoggetto a pensare in modo critico per sfuggire al controllo. Togliere potere, piuttosto che alimentarlo per tornare a far sentire “il super Io”, una persona al pari delle altre, dunque senza alcun diritto di controllo. In generale, serve creare le condizioni affinché queste persone trovino se stesse in se stesse e non nel bisogno smisurato di avere potere e controllo sugli altri.
(3) Situazioni. I maniaci del controllo si vedono nelle situazioni, o meglio, nei comportamenti che mettono in campo per controllare ciò che accade. Vogliono sapere tutto, amano il dettaglio e la minuzia e vogliono essere “in tutto” (sempre presenti!). Precisone, orientamento al dettaglio quando estremizzati si trasformano dall’essere qualità di grande valore al diventare misure tossiche di controllo. Una soluzione potrebbe essere quella di guidare queste manie di controllo verso situazioni “irrilevanti”: riordinare la scrivania, o preparare lo zaino controllando che ci sa tutto, oppure comprarsi un cane e controllarne l’alimentazione.
I controllori segreti
Se tutte le situazioni che abbiamo appena descritto sono perlopiù palesi e per certi versi “ingenue”, esistono anche situazioni in cui “il maniaco del controllo” è infido: agisce sotto la superficie e finché non c’è una situazione grave non viene smascherato!
In questo caso, riconoscere i segnali allarmanti del controllo che si trasforma in manipolazione è più complesso. Considerato il fatto che ogni relazione è a doppio senso, la prima domanda che dovrai porti è: “Questo rapporto è un rapporto a senso unico? Mi sento a mio agio con questa persona?”. Quando qualcuno prova segretamente a controllarti i tuoi diritti, i tuoi interessi passano in secondo piano! Always!
Ecco alcuni dei comportamenti più diffusi esercitati dai cosiddetti “controllori segreti”:
- Lasciano che sia sempre tu il primo a parlare. Preferiscono ascoltarti per poter individuare meglio i tuoi punti di forza e di debolezza. Le loro risposte si basano sempre su quello che hai detto prima tu! Possono apparire sinceri, affascinanti, pieni di complimenti, disposti ad offrirti il pranzo, incapaci di critiche o di minacce nei tuoi confronti, perfino vittime, eppure, nascondono secondi fini. Questo atteggiamento di solito ha due volti, uno angelico e un o terribile, sembra che vada tutto bene finché non deludi le loro aspettative. Le persone tendono a seguire schemi comportamentali ma i veri manipolatori lo fanno regolarmente e quando la regola si rompe impazziscono.
- Ti ignorano. Il silenzio ostinato, non rispondere a telefonate o messaggi di proposito può avere lo scopo di infonderti insicurezza e farti pensare di aver fatto qualcosa di sbagliato. Se chiedi il perché di questo silenzio, addirittura potrebbero negare l’evidenza solo per farti apparire paranoico o esagerato. Ricorrere al senso di colpa è tipico di chi prova a manipolarti. Una persona manipolatrice è molto abile a capovolgere situazioni al punto da farti sembrare a te nel torto.
- Ti paragonano. Attento ai paragoni: se ti paragona a qualcuno altro è perché vuole indurti a fare qualcosa. Impara a fissare dei paletti e a dire di no.
Il tuo istinto è importante! Non sottovalutarlo. Se ti senti sotto pressione in una relazione dacci un taglio. Concentrati sul manipolatore e cerca di dare spazio ai tuoi vantaggi. Non cedere alla fretta, temporeggia, rimanda e crea la tua rete di alleati.
Il controllo è una specie di droga. Il nostro cervello, quando riconosce che può controllare qualcosa è contento perché si accende il semaforo verde dell’automatismo che, tradotto significa: “basta fare fatica!”. Così, quando abbiamo successo nel controllare qualcosa, la sentiamo in nostro potere e questo ci fa sentire potenti. I maniaci del controllo, molto spesso, sono persone super auto-disciplinate proprio perché conoscono il rewarding causato dalla capacità di controllo. Ognuno di noi prova piacere nel controllare qualcosa, sin da quando siamo bambini. Si tratta di un meccanismo inconsapevole e “protettivo” che ci permette di mantenerci solidi in un mondo che continua a trasformarsi. L’unica attenzione che dobbiamo fare è: evitare che il piacere del controllo ci trasformi in maniaci del controllo!!!