Nel cervello degli adolescenti

Federica Ongis
5 min readDec 11, 2021

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Ogni adulto è stato un adolescente, eppure sin da quando esistono adolescenti esistono adulti che si lamentano di loro poiché, ognuno di noi crescendo, si dimentica di come è stato “essere adolescenti”. A volte ci domandiamo come mai sia così complesso entrare nella mente di un adolescente? Ribelli, anticonformisti, pigri, spregiudicati, irritabili, impertinenti, incoscienti sono solo alcuni degli aggettivi “universali” che vengono utilizzati per descrivere il comportamento dei teenagers. Gli adolescenti sono esseri umani in una fase della vita tanto intensa, eccentrica ed estremamente curiosa che vale assolutamente la pena indagare.

Che cosa accade davvero nel cervello di un adolescente?

Per generazioni gli adulti hanno associato il comportamento degli adolescenti agli ormoni, ed effettivamente i livelli di certi ormoni, a quest’età aumentano per via della pubertà. Tuttavia, non è questo il motivo principale per cui gli adolescenti sono così “difficili”. Da adulti ci chiediamo perché gli adolescenti adorano correre rischi, ricercare costantemente novità e perché sono così ossessionati dalle relazioni tra pari? Sono questioni che non si pongono solo i genitori, gli educatori, ma anche la politica o le istituzioni per decidere, ad esempio, quando è il momento giusto per concedere il diritto di voto, o per prendere la patente.

Gli scienziati hanno provato a dare una risposta a queste domande esponendo prove neuroscientifiche che hanno dimostrato che gli adolescenti sono “immaturi” non solo in apparenza, ma a livello neurale. Il nostro cervello è composto da neuroni che costituiscono la cosiddetta “materia grigia”, man mano che cresciamo molti di questi neuroni vengono avvolti da una sostanza bianca chiamata mielina. Grazie alla mielina i neuroni riescono a comunicare tra loro circa 3000 volte più velocemente. Si tratta di un processo di ristrutturazione molto importante per il nostro cervello che inizia nella parte posteriore prima ancora che nasciamo; arrivati in età adolescenziale questo processo è a buon punto, ma non è ancora concluso. Ciò che resta “tagliato fuori” a quest’età è la corteccia prefrontale che, non a caso, è la regione del cervello che controlla i pensieri razionali e il ragionamento, è quella parte del cervello che ci distingue da tutte le altre specie. Questo spiega perché per un adolescente è quasi impossibile essere razionale e ponderato; proprio perché quest’area del cervello è fisiologicamente più lenta nel processare informazioni e nel comunicare con le altre aree cerebrali, pertanto, sono le altre aree a prendere il comando. In modo particolare, è “l’amigdala”, l’esuberante centro di controllo delle nostre emozioni, dei nostri istinti e impulsi incontrollati a guidare la maggior parte dei comportamenti dei teenager. Grazie alle fMRI è emerso che il processo di passaggio dalla materia grigia alla materia bianca si completa attorno ai 20–30 anni. Questo implica che si diventa maturi, in media, attorno ai 25 anni!

Tornando alla domanda di partenza: “Che cosa è che rende difficili gli adolescenti?”, la risposta — a questo punto — è probabilmente: il loro cervello!

Il cervello degli adolescenti non è da considerarsi un cervello “adulto” meno “logico” poiché funziona in modo radicalmente diverso. Si tratta di un cervello più flessibile, è pieno di sentieri potenziali e quelli non seguiti vengono gradualmente rimossi per il principio “use it or lose it”. Crescendo, il nostro cervello si specializza e alcune connessioni neurali si rafforzano mentre altre si spengono. Il lavoro cognitivo di un adolescente è faticosissimo, perché il cervello deve capire quali connessioni neurali rafforzare e quali abbandonare per determinare la persona che si diventerà. Un bambino che sta imparando a camminare può cadere cento volte eppure non lo sgridiamo perché sappiamo che sta sperimentando, lo stesso fa un adolescente quando si assume rischi irrazionali o prova esperienze nuove inaspettate. Dovremmo tenere a mente questo paragone! In altre parole, questa fase della vita il modo in cui i giovani prendono decisioni avrà un impatto su chi saranno da adulti. Il fatto è che molti adolescenti non sono abituati ad avere a che fare con lo stress cognitivo, perché si tratta di un’esperienza desueta quando si è bambini il che comporta reazioni come l’ansia mista ad eccitazione, i cambi repentini d’umore e così via.

Fare quello che fanno o vogliono gli altri

Se ci chiediamo che cosa è che condiziona più di tutto le decisioni dei teen la risposta può essere una sola: gli altri, o meglio gli altri ragazzi della stessa età. Il rapporto tra pari è un driver motivazionale devastante a quell’età e la cosa curiosa è che non lo è solo per gli adolescenti-esseri-umani, ma anche per i topi. Alcuni scienziati hanno somministrato alcool ad un gruppo di topi e quello che hanno notato è che i topi adulti bevevano con moderazione mentre i topi adolescenti se osservati da topi della stessa età no. Uno studio condotto da UCLA ha mostrato che “essere rifiutati” a quell’età provoca nel cervello una reazione pari alla reazione che si verificherebbe a causa di un trauma fisico. Morale: tra un pugno in faccia e un rifiuto non c’è differenza! Per un adolescente, lo sguardo e il giudizio dei propri pari è fonte ricompensa oltre che di motivazione perché è associato ad una maggior produzione di dopamina nel cervello di un adolescente. A ciò si aggiunge il bisogno fisiologico della riproduzione e della scoperta di sé attraverso la sessualità, cosa che induce un adolescente a vedere nel giudizio degli altri un importante elemento di accettazione sociale.

Al di là di tutte le critiche e le difficoltà che si possono incontrare indagando il comportamento di un adolescente è opportuno ribadire il ruolo prezioso che ciascuno di loro esercita nella società. In una società in cui la rivoluzione tecnologica è all’ordine del giorno e in cui i giovani sono, spesso, i primi a sperimentare ed innovare si apre uno spazio ulteriore per considerare il loro ruolo sociale come un’opportunità, come un momento cruciale per ribadire l’importanza del contributo dei più giovani!

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Federica Ongis
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Written by Federica Ongis

HR Training Specialist & Development — Podcaster of “Seven O’clock” Podcast — Woman-philosopher. Passionate about behavioural sciences and neuroscience.

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