Paralizzati. Quando scegliere è difficile
Si stima che in media un essere umano adulto sia chiamato a prendere oltre 35.00 decisioni al giorno. La maggior parte di esse sono involontarie, tuttavia ne resta una buona quota in cui siamo chiamati a fare una scelta attiva. Con un numero del genere non ci dobbiamo stupire se, molto spesso, ci troviamo in piena paralisi. La paralisi delle scelte o paralisi decisionale è un fenomeno psicologico molto comune, la viviamo ogni volta che ci sentiamo sopraffatti dal numero di opzioni disponibili il che ci rende impossibile prendere una decisione senza vivere la frustrazione di dover escludere tante altre opzioni allettanti. Ciò può verificarsi quando siamo al ristorante e dobbiamo decidere quale piatto ordinare, ma anche quando siamo chiamati a prendere decisioni di vita più significative per esempio quale offerta di lavoro accettare, quale Università fa al caso nostro, chi è la persona giusta per noi. Vivere in una società come quella in cui viviamo oggi, piena di occasioni, è considerato sicuramente un vantaggio, tuttavia l’altro versante della medaglia ci dice che l’abbondanza delle opzioni di scelta può generare ansia, stress e infine paralisi all’interno del processo con cui prendiamo decisioni.
Barry Schwarz (psicologo americano), autore di “The Paradox of Choice”, ci dice 3 cose interessanti a proposito del modo in cui prendiamo decisioni:
- la prima è che quando abbiamo più scelte prendiamo decisioni peggiori;
- la seconda è che avere troppe scelte causa paralisi e quindi finiamo con il non decidere nulla;
- la terza è che spesso è maggiore il tempo che passiamo nel rimorso di ciò che non abbiamo scelto, invece che essere felici di ciò che abbiamo scelto
Insomma, più decisioni siamo chiamati a prendere, più scelte dobbiamo fare, e più ci sentiamo smarriti. Questo spiega perché gli adulti, che rispetto ai più giovani sono per forza di cose chiamati a fare più scelte (per sé e per gli altri talvolta) testimoniano maggiori ansie.
Come si sfugge alla paralisi delle scelte?
Esistono alcune tecniche per rendere il nostro processo decisionale più fluido, meno pesante e direi anche meno soggetto al rischio di cadere in trappola. Vediamone alcune.
- Il metodo analitico: l’errore che molto spesso commettiamo quando dobbiamo prendere una decisione è focalizzarci sul risultato anziché sul processo. Abbiamo la tendenza a farci influenzare dal risultato finale: se è positivo allora pensiamo che la decisione che abbiamo preso sia positiva, se è negativo allora è una cattiva scelta. Questo approccio non tiene in considerazione un fattore intrinseco al concetto di “scelta” e cioè l’incertezza: qualsiasi sia la tua decisione il risultato non può essere prevedibile. I fattori che determinano il risultato di una decisione sono 3: il processo che si sviluppa per effettuare la decisioni, l’incertezza e il processo di implementazione della decisione stessa. Solo il primo è nelle nostre mani ed è qualcosa che possiamo allenare e raffinare. Come? Imparando a contestualizzare il problema, pensando alle possibili soluzioni/alternative e provando, tramite l’assegnazione di un punteggio, a valutare l’impatto di ciascuna di esse in modo analitico.
- Uscire da sé. Un altro metodo efficace per prendere una decisione è provare trasferire la decisione a qualcun altro non perché sia costui a dover decidere al posto nostro, ma per vedere quale è l’effetto della decisione che dovremmo prendere su di noi. Perciò, chiama un amico e chiedigli di scegliere per te. Poi presta attenzione a come ti senti di fronte alla sua decisione. Quella sensazione ti aiuterà ad orientarti meglio.
- Riduci le opzioni. Chi va pazzo per il gelato e non ha “gusti preferiti” sa bene che scegliere quale gusto mettere sul cono non è semplice specialmente se la gelateria offre un banco pieno di gusti deliziosi. Questa circostanza è molto frequente. Un modo per uscirne è provare a ridurre le opzioni: di fronte ad un banco pieno di gusti di gelato scegline 5, ora riduci a 3 ed infine lanciati su uno dei tre rimasti in gara.
- Usa la regola dei 2 minuti. Qualsiasi decisione che può essere presa in meno di 2 minuti è una decisione che devi prendere immediatamente. Che vestiti mettere, quale serie TV guardare, quale pizza mangiare … Benché si tratti di decisioni banali esse richiedono comunque un grande sforzo cognitivo. Il nostro cervello fa ugualmente fatica sia che si trovi di fronte a 10 offerte di lavoro tutte valide, sia che si trovi di fronte ad un menù di 10 pizze tutte ugualmente buone. Evita di sprecare risorse cognitive in compiti decisionali superflui.
- Aiuta gli altri a non rimanere paralizzati. Se vuoi evitare che le cose procedano lisce evita che gli altri rimangano bloccati, facilita il loro processo decisionale. Ti chiederai come? Offrendogli non più di 3 opzioni di scelta. Si tratta del numero perfetto per evitare paralisi decisionali e lasciare comunque la libertà a chi deve scegliere di orientarsi verso l’opzione più in linea con le proprie preferenze.
Perché dobbiamo sapere come prendere decisioni?
Primo perché ogni scelta non fatta è comunque una scelta. Perciò anche quando siamo paralizzati stiamo decidendo volontariamente di rimanere in quella condizione. Secondo perché quando le decisioni da prendere diventano troppo complesse il rischio di finire per gravitare verso la scelta predefinita o pilotata da altri è più che dietro l’angolo. Insomma, rischiamo di non fare affatto la scelta migliore per noi.