Perché le migliori idee hanno bisogno di chi ha esperienza?

Federica Ongis
3 min readOct 9, 2021

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Credo di avere la “sindrome della tabula rasa”. Ti chiederai che cosa è? Non è una vera sindrome ma è il mio modo di dire che mi piace fare e disfare e ripartire da capo. Per qualcuno potrebbe essere frustrante cancellare e ripartire, ma se anche tu hai la tendenza a far pulizia prima di ricostruire: benvenuto/a nel club! La sindrome della tabula rasa — chiamiamola così — ha alcuni pregi: ti prepara a non sentirti frustrato ogniqualvolta ti viene chiesto di rifare qualcosa e alimenta, così, lo spirito innovativo che c’è in te. Tuttavia, come tutte le “sindromi” porta con sé dei rischi. Uno in particolare: ti induce a scivolare nell’errore di non prendere in considerazione o nel non dare giusto peso al passato. Per dirla con altre parole, ti spinge a credere che ciò che è nuovo debba essere sempre qualcosa che parta da zero. E’ un errore!

Storia, esperienza e innovazione

La storia è esperienza. Il passato è esperienza e ha un suo valore nel promuovere l’innovazione.

Credi che le persone giovani siano le più innovative? Per certi versi potresti non avere torto perché la prospettiva di chi ha qualche anno meno di te è di per sé più fresca. Eppure, mi sono convinta del fatto che le idee migliori abbiano bisogno di chi ha esperienza. Con questo voglio dire che le idee veramente originali sono quasi sempre una combinazione di vecchio e nuovo, o meglio di un modo diverso di pensare ciò che c’era già. Potrebbe sembrare un’affermazione scontata, eppure, è un’affermazione che ci riporta alle nostre origini. Come esseri umani siamo una specie particolare: ci siamo evoluti parecchio nel corso degli anni, ciò nonostante siamo rimasti molto simili ai nostri predecessori. Gli schemi e le dinamiche che danno forma alla nostra quotidianità sono pressoché gli stessi. Ciò comporta che, nonostante il mondo attorno a noi sia cambiato radicalmente e continui a farlo alla velocità della luce, quando una nuova idee salta fuori dal cilindro, in realtà, si tratta, di frequente, di una proposta che risponde ad esigenze già esistenti. Non è un caso che di fronte ad idee di successo ci sia sempre qualcuno che esordisca con il detto: “reinventare l’acqua calda”. Non si tratta di un’esclamazione denigratoria, quanto piuttosto di un modo di vedere la creatività che dà vita al nuovo come una forma di associazione, ovvero come la capacità straordinaria di vedere relazioni che gli altri, fino ad ora, non sono stati in grado di riconoscere.

In questo l’esperienza è fondamentale nel fornirci l’assist perfetto per dare vita a qualcosa di originale. Attraverso le esperienze, gli esseri umani crescono e si scoprono, sperimentano e imparano. Se dovessimo dare una definizione dell’esperienza potremmo dire che è una forma di conoscenza diretta, pratica, acquisita con l’osservazione e la sperimentazione. Si tratta di un’attività cognitiva, emotiva e sensoriale che ci permette di riorganizzare il mondo attraverso concetti, teorie, convinzioni e schemi comportamentali. Il che mi porta a sposare quanto diceva Bacone e cioè che “senza l’esperienza niente può essere conosciuto sufficientemente”.

Questa riflessione diventa particolarmente significativa ai giorni nostri dove il focus è tutto concentrato sul nuovo. In diversi contesti professionali (e non), è facile cadere nella convinzione che se vuoi cambiare le cose devi partire da zero. Eppure, in un contesto altamente competitivo come quello che affrontiamo oggi, Vico, con i suoi “Corsi e ricorsi storici” non è mai passato di moda. Ciò ci insegna che, in molte circostanze, il massimo dell’innovazione è il prodotto del massimo della diveristy, intesa come generazioni diverse che si confrontano, esperienze diverse che dialogano, prospettive diverse che si incontrano. Alla fine dei conti, il concetto di “tabula rasa” purtroppo — o per fortuna — sembra non appartenere al genere umano benché spesso scivoliamo nella convinzione che “sia meglio partire da zero”.

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Federica Ongis
Federica Ongis

Written by Federica Ongis

HR Training Specialist & Development — Podcaster of “Seven O’clock” Podcast — Woman-philosopher. Passionate about behavioural sciences and neuroscience.

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