Più Virus = Meno Competitors
L’equazione delle “BIG”
C’è chi scende e c’è chi sale — Il virus non ammette equità
Dall’immaginazione alla realtà, ci sono voluti pochi giorni.
La pandemia è stata più veloce di un bullet train giapponese; immediatamente, le terribili conseguenze economiche che tutti abbiamo presagito hanno preso forma in diversi settori.
Così, il mercato è crollato di 9 punti percentuali in Italia e di oltre il 3% nel resto del mondo, aprendo le porte ad un periodo di recessione economica senza avi nella storia. Nemmeno il 2008–09 fu così drammatico.
Proprio perché ha toccato ciascuno di noi, ci è bastato poco tempo per attribuire consapevolezza a questa dura realtà, sancita, in maniera ancora più forte, dall’editto del “lockdown”.
Si potrebbe dire: chiusa una porta, quella di casa, si apre un portone, quello di una crisi che ci porteremo dietro per un bel pò. I più fortunati con lo smartworking, i medio-fortunati con la cassa integrazione e i meno fortunati senza stipendio.
Dal turismo, primo settore colpito soprattutto qui, in Italia, alla ristorazione, al mondo dello sport, al commercio, fino alle produzioni, il grafico volge la sua faccia all’asse delle x, e, talvolta, lo oltrepassa pure.
Ma questa sorte è toccata a tutti?
Amici miei, la risposta è no. La crisi non colpisce con equità.
Ecco perché la domanda spontanea che non possiamo evitare di farci è: chi è stato miracolato?
I miracolati
Bezos e Musk più ricchi con la pandemia.
Facebook, Instagram, Tiktok traffico esponenziale.
Microsoft e Apple, crescite sbalorditive.
Signori e signore, vi presento le Big che alle “four” (descritte dal bellissimo testo di Scott Galloway) prima della crisi, oggi, probabilmente, se ne aggiunge qualcun’altra; ma in generale, siamo sempre nel magico regno del Tech.
Per capire meglio e verificare questa affermazione ognuno di noi può fare due cose molto semplici: prima di tutto, conta quante cose hai ordinato su Amazon dall’inizio della quarantena; in secondo luogo, accedi alla sezione di reportistica di Facebook e Instagram e osserva il grafico che descrive il tempo medio giornaliero passato sulla piattaforma.
A questo punto sarà più facile capire ed interpretare i numeri che seguono.
- +70% di crescita per Facebook dall’inizio dell’emergenza sanitaria; +50% per la messaggistica (per intenderci Whatsapp) e + 1000% per il tempo dedicato alle call di gruppo con tre o più partecipanti.
- Microsoft con un giro d’affari aumentato del 36%, alla cifra record di 11,6 miliardi di dollari e più 200% di crescita per i servizi in cloud, con una frequenza su Teams senza precedenti. Morale: market-share da +19% nel 2019 a +22% nel 2020.
- Amazon con +25 miliardi di dollari di fatturato rispetto all’inizio dell’anno.
Il rapporto del progressista Think Tank, l’Institute for Policy Studies, rivela che dal 1 Gennaio al 10 Aprile, 34 dei 170 uomini più facoltosi d’America hanno aumentato le proprie fortune di milioni di dollari. Al primo posto c’è Jeff (ovviamente Bezos) fondatore di Amazon. Tra questi Elon Musk, CEO di Tesla. Nella lista, anche, i Re di Goolge, Facebook e tutta la banda.
“Cool Kids Sit Together at Lunch”
Le Big sono una specie feroce, che vive in un ambiente che, nella lotta alla sopravvivenza, le mostra sempre più adeguate. Più che dinosauri, la pandemia le ha rese orsi polari: pericolose, ma da salvaguardare perché fondamentali.
Il loro sistema immunitario sembra essere speciale.
Così mentre gli altri animali escono la notte per procacciare il cibo, loro vivono appieno la giornata e ogni tanto prendono anche il sole.
Grandi piaceri per grandi responsabilità
A grandi piaceri seguono grandi responsabilità, o almeno modificare la citazione serve a spiegare il ruolo cruciale che queste realtà immuni dovranno e, per certi versi ci stanno già provando, avere nella ripresa.
Amazon, ad esempio, ha già iniziato a fare quello che il governo avrebbe dovuto fare, i test. Così nel suo progetto ora non c’è più solo Walmart, il più grande business cloud al mondo, Alexa, Amazon Video, ma anche l’health care. Non c’è bisogno tanto di immaginare, non siamo così distanti dall’idea di un colosso tutto fare.
Lo stesso vale per Facebook che ha colto “l’opportunità” della pandemia per dare il proprio sostegno ai governi. Probabilmente spinto dall’aumento vertiginoso del traffico in rete, il Social Network ha ritenuto di valore la propria centralità nella questione e, a spiegarlo, è stato proprio Mark che, in conferenza telefonica con i rappresentanti dell’Information Center, ha dichiarato che “il feed ora mostra costantemente gli ultimi aggiornamenti sulla pandemia e i suggerimenti per mantenersi in salute”.
Il futuro
Per il futuro mi resta solo una domanda: avranno più o meno ingerenza?
Il vuoto, spesso lasciato dalle istituzioni, tende a non rimanere tale ma ad essere riempito da nuovi spazi di potere.
La pandemia ha agevolato certi poteri e declassatone altri. Così, se nell’ultima decade, le Big hanno lavorato molto per vincere il mercato e distruggere la concorrenza, oggi, la pandemia ha semplicemente finito il lavoro.
Animali feroci e indispensabili del mercato.
La speranza è che, al di là del profitto, aleggi in essi il germe della buona cittadinanza e il piacere di un’equità che la pandemia non è in grado di soddisfare.
Stalin said one death is a tragedy, millions a statistic. E chi meglio di loro sà giocare con i numeri?