Sulla creatività. Esploratori. Artisti. Giudici e Guardiani, e tu chi sei?
Creatività è connettere le cose, diceva Steve Jobs. Creatività è saper “saltellare” da una prospettiva all’altra. Creatività è saper trovare soluzioni diverse a problemi analoghi. Sono queste le tre definizioni che preferisco della creatività.
La creatività è una competenza chiave dell’essere umano perché se Vico aveva ragione nel dire che la nostra storia è un insieme di “corsi e ricorsi storici”, senza la creatività, finiremmo per vivere le stesse vite dei nostri antenati: ci sarebbero solo “ricorsi” e non “corsi” storici. Le persone, nel corso della loro esistenza, si trovano spesso di fronte agli stessi problemi, a dover gestire le stesse cose, è così che si forma l’esperienza. E’ per questo che “ci rivolgiamo agli esperti” quando abbiamo un problema, perché presupponiamo che essi ci siano già passati e sappiano consigliarci nel migliore dei modi. In realtà, l’esperienza non è il frutto solo ed esclusivamente “dell’esserci già passati”, quanto piuttosto “dell’esserci già passati più e più volte e dell’esserci usciti, in ogni singola circostanza, in maniera diversa, con una soluzione creativa”. Ecco perché serve ritornare a Gian Battista Vico per snocciolare la questione della “creatività”.
La creatività trova il proprio “cuore pulsante” nell’elasticità della mente umana. Le neuroscienze parlano di “neuroplasticità” per descrivere la capacità che ha la nostra mente di assumere forme nuove e a stabilire nuove connessioni neurali a seconda degli stimoli che riceve. E’ un altro modo di dire che la nostra mente è flessibile sia dal punto di vista del pensiero che da un punto di vista strutturale. Si stima che il nostro cervello produca, ogni giorno, all’incirca 72 mila pensieri, più o meno articolati. Più siamo capaci di trasformare la maggior parte di essi in “pensieri creativi” e più avremo successo in questa società che ci sta insegnando che dobbiamo imparare a vivere con quello che “viene”, con quello che abbiamo. E’ quando le risorse scarseggiano che abbiamo più chance di essere creativi. Funziona come quello che mi piace chiamare “l’effetto TikTok e la pandemia” per descrivere quella situazione in cui, la maggior parte di noi, si è trovato chiuso tra le mura domestiche a far i conti con “un bel niente da fare” e una “struggente monotonia” e, nonostante questo, sono sufficienti dei ridicoli video per capire, come pure dalle piccole cose, possano saltare fuori idee geniali! Basta essere creativi!
Nel processo creativo ognuno di noi ha un ruolo ben preciso. Potresti essere l’esploratore, l’artista, il giudice o il guerriero. La creatività si manifesta in diverse forme e di creativi ce ne sono di diversi tipi! Sei un esploratore se sei una persona estremamente curiosa, costantemente in cerca di idee innovative, se durante le tue ricerche ti capita di scavare a fondo, talvolta, perdendo di vista l’interrogativo principale che ti ha spinto a percorrere quel sentiero. Sei un artista se la tua mente creativa è stimolata dal raccogliere informazioni e dal combinarle secondo connessioni nuove e originali. Sei un giudice se la tua creatività ha un orientamento più pratico, pragmatico, concreto, realista e cioè se al culmine del tuo processo creativo c’è sempre il desiderio di trasformare le tue idee in qualcosa di tangibile. Sei un guerriero, infine, se la tua creatività si esprime nella lotta che combatti affinché il tuo progetto venga compreso e apprezzato.
Un ambiente può stimolare la nostra creatività più di quanto immaginiamo. La chiamo la stanza della creatività, è un luogo disordinato all’apparenza, dove ogni oggetto, nel suo essere fuori posto stimola il fatto di pensare fuori dagli schemi. La chiamo stanza della produttività, è un luogo perfettamente ordinato, semi vuoto, dove un blocco e una penna e un tavolo pulito, mi inducono a fare ordine tra i miei pensieri e incalzano la produttività. Ogni ambiente ha le sue caratteristiche e la capacità di stimolarci a suo modo. La diffusione del lavoro da remoto ci fa rivalutare gli ambienti in cui viviamo, in cui lavoriamo, come strumenti di espansione del nostro potenziale creativo e produttivo e ci spinge a prendere in considerazione se trasferirci in luoghi più adatti a noi. L’ambiente è “Inspring”. Senza entrare in chissà quale visione olistica, le scienze comportamentali ci mostrano che: la giusta architettura dell’ambiente è il principale driver comportamentale per ciascuno di noi. Gli ambienti ci influenzano e influenzano le nostre prestazioni. Un ambiente nuovo è in grado di stimolare la nostra creatività nella misura in cui accende i nostri sensi e la nostra curiosità.
La creatività è un’arte che dev’essere coltivata. Ci si deve allenare ad essere creativi. Non è affatto questione d’ispirazione. E’ vero la giusta ispirazione stimola la creatività ma, in qualità di competenza, non si diventa più creativi aspettando che la creatività “ci bussi alla porta di casa”. La nostra epoca — dobbiamo ammetterlo — è disorientante. Le narrazioni che in passato duravano secoli, oggi si frantumano in pochi anni, se non addirittura in pochi mesi. La creatività è lo strumento con cui possiamo trovare un modo originale di unire i punti lasciando ciò che desideriamo per noi, al centro dell’immagine. In quest’epoca la creatività non è una competenza fondamentale solo per gli artisti o gli scrittori, ma diventa una competenza chiave per gli esseri umani.
Si dice che i bambini siano più bravi degli adulti a usare la propria fantasia. Giocano con una macchinina e si immaginano che essa voli. Poi accade. Credono di poter influenzare con i loro desideri il modo in cui vanno le cose. Poi, succede proprio così. La loro creatività è convincente e tanto più sono capaci di convincere i propri genitori, tanto più essi daranno loro quel che vorranno, gli saranno d’aiuto nel realizzare ciò che desiderano. Ecco come succede. La loro creatività apparirà magia ai loro occhi. Ecco quale è il vero potere della creatività. Ecco perché non dobbiamo smettere di esercitarlo, anche da grandi.
“Per l’uomo con il martello, il mondo è fatto di chiodi”, per il creativo, ci sono i chiodi, c’è il martello e infinite prospettive con cui vedere i chiodi e il martello e infinite possibilità con cui servirsene.